Tutto come previsto ai nastri d'argento, il premio consegnato al sindacato nazionale dei giornalisti cinematografici, la cui cerimonia si terra' al Teatro antico di Taormina: Paolo Sorrentino vince il premio come miglior regista dell'anno per il film "Il divo". Alla pellicola che quest'anno con "Gomorra" (gia' premiata col nastro d'argento dell'anno) si e' divisa tutti i premi piu' importanti del cinema italiano ha totalizzato 4 nastri, cosi' come "Vincere" di Marco Bellocchio. "Il Divo" ha portato a casa anche i premi per il miglior attore protagonista a Toni Servillo, per miglior sceneggiatura (Sorrentino). Il film di Bellocchio ha vinto il nastro d'argento per la miglior attrice protagonista (Giovanna Mezzogiorno), miglior fotografia (Daniele Cipri'), scenografia (Marco Dentici), montaggio (Francesca Calvelli). (fonte: repubblica.it)
sabato 27 giugno 2009
sabato 13 giugno 2009
GIOVANNA MEZZOGIORNO E VINCERE IN POLE POSITION PER I GLOBI D'ORO 2009
Si prevede un testa a testa tra Vincere e Gomorra nell'edizione 2009 del Globo d'oro, il premio assegnato dalla stampa estera ai film italiani e europei. I film che hanno ricevuto un numero maggiore di nomination sono stati Vincere, che ha appena partecipato al festival di Cannes 2009, e il pluripremiato Gomorra con cinque candidature ciascuno. Invece Il Divo di Paolo Sorrentino porta a casa solo due nomination, superato da Fortapàsc, il film su Giancarlo Siani (il giornalista ucciso dalla camorra) che arriva a tre. A Carlo Lizzani e Lina Wertmuller andranno i globi alla carriera, mentre Gabriele Muccino riceverà l’European Golden Globe. A contendersi il riconoscimento come miglior attore sono Toni Servillo(Gomorra), Antonio Albanese (Questione di cuore) e Libero de Rienzo(Fortapàsc). Mentre miglior attrice sarà una tra le seguenti: Giovanna Mezzogiorno (Vincere), Micaela Ramazzotti (Questione di cuore) e Alba Rohrwacher (Il papà di Giovanna). (fonte:vivacinema.it)
martedì 10 giugno 2008
CINEMA: E' SEX AND THE CITY IL FILM PIU' VISTO DELLA SETTIMANA
La classifica Cinetel si riferisce a 463 città rilevate, pari a circa l'85% dell'intero mercato, nella settimana dal 2 all'8 giugno. Il numero tra parentesi indica la posizione occupata dal film la settimana precedente, il simbolo (-) le novità.
1. SEX AND THE CITY, (3), di Michael Patrick King con Sarah Jessica Parker, Kim Cattrall, incasso 2 milioni 816.627 euro, 456.495 presenze.
2. INDIANA JONES E IL REGNO DEL TESCHIO DI CRISTALLO (1), di Steven Spielberg, con Harrison Ford e Cate Blanchett, incasso 2 milioni 433.938 euro, 392.764 presenze.
3. GOMORRA (2), di Matteo Garrone, con Salvatore Abruzzese, incasso 1 milione 758.089 euro, 288.835 presenze.
4. IL DIVO (4), di Paolo Sorrentino, con Toni Servillo e Piera degli Esposti, incasso 1 milione 697.625 euro, 285.653 presenze.
5. THE HITCHER (7), di Robert Harmon con Rutger Hauer e C. Thomas Howell, incasso 373.913 euro, 59.672 presenze.
6. QUANDO TUTTO CAMBIA (-) di Helen Hunt con Bette Midler e Colin Firth, incasso 337.116 euro, 50.946 presenze.
7. SUPERHERO (5), di Craig Mazin con Drake Bell e Sara Paxton, incasso 283.939 euro, 44.929 presenze.
8. CHIAMATA SENZA RISPOSTA (-), di Eric Valette con Edward Burns e Shannyn Sossamon, incasso 265.756 euro, 41.154 presenze.
9. NOTTA BRAVA A LAS VEGAS (6), di Tom Vaughan, con Cameron Diaz, incasso 216.326 euro, 34.284 presenze.
10. SANGUEPAZZO (8), di Marco Tullio Giordana, con Monica Bellucci e Luca Zingaretti, incasso 125.929 euro, 22.762 presenze.
(dati cinetel)
domenica 25 maggio 2008
CANNES: STORICO BIS PER GARRONE E SORRENTINO
Regista rigoroso, sempre attratto dalle moderne questioni sociali, Cantet aveva attirato l’attenzione già con Risorse umane e A tempo pieno.
Il presidente della Giuria Sean Penn, che ha guidato una compagine in cui compare anche Sergio Castellitto, ha definendo «stupefacente» il film di Cantet, per il cui premio ha rivelato che c’è stata l’unanimità.
Proprio come Toni Servillo, che appare nelle due pellicole.
Meritato il Grand prix a Gomorra (la recensione) di Matteo Garrone, il potente, oscuro, scostante affresco sul sistema comorristico ispirato al documentato viaggio nel ventre del vulcano dell’omonomino best seller di Roberto Saviano. Girato come “in presa diretta” nei luoghi di questa guerra combattuta per strada, il film impressiona per la grande capacità evocativa e il respiro della messa in scena, che conferma il regista romano come autore di punta del nostro cinema, con una statura internazionale sottolineata anche dai media stranieri.
Identiche osservazioni si adattano a Paolo Sorrentino, che ha conquistato il Premio della Giuria con Il Divo (la recensione). Alla terza partecipazione a Cannes, l’autore napoletano fa parte di quella generazione di autori quarantenni che ha saputo fare sua una grande tradizione di cinema italiano guardano però a soluzioni registiche nuove, con un gusto speciale per la pura immagine, un uso consapevole del suono e della musica e una padronanza dei mezzi tecnici.
Non a caso proprio a Il Divo è andato anche il premio per i valori tecnici, assegnato da al direttore della fotografia Luca Bigazzi e a quello del suono Angelo Raguseo per l'armonia dell'immagine e del suono.
Il suo ritratto “dell’anima” del senatore a vita Giulio Andreotti ha conquistato quindi i giurati nonostante la difficoltà di districarsi tra fatti storici familiari solo a noi italiani. Il visionario film del regista napoletano è un compendio riconoscibile di lunghi stralci di storia politica, durante i quali il sette volte premier e 27 vostre ministro ha attraversato con piglio impassibile il fuoco delle Brigate Rosse, la Loggia P2, Tangentopoli, omicidi eccellenti come quello del generale Dalla Chiesa, di Mino Pecorelli, di Aldo Moro, di Giovanni Falcone. Una sceneggiatura scritta dallo stesso Sorrentino, con la consulenza di Giuseppe D'Avanzo di Repubblica.
Premio per la miglior regia per il turco Nuri Bilge Ceylan che ha diretto Le tre scimmie (la recensione). Ex fotografo e quindi grande orchestratore di immagini, Ceylan ha raccontato di una famiglia e dei tanti piccoli segreti, che poi sono diventati grandi bugie e che quindi ne avvelenano sottorraneamente i rapporti.
Produttore e protagonista assoluto del fluviale biopic sul Che (la recensione) di Steven Soderbergh, Benicio Del Toro ha vinto il premio come miglior attore. Accolto con alterni giudizi, il film è comunque un’operazione cinematografica colossale, sette anni di lavoro e 4 ore e mezza di pellicola per raccontare l’icona rivoluzionaria argentina.
Migliore attrice la brasiliana Sandra Corveloni, protagonista di Linha de Passe dei registi carioca Walter Salles e Daniela Thomas, definito il Rocco e i suoi fratelli latino, perchè parla di una madre, che fa la donna delle pulizie, resta in cinta e tenta di mantenere sulla retta via i quattro figli. Difficile, vista la loro condizione economica e le tentazioni di San Paolo.
Non se ne vanno mai a mani vuote i fratelli Dardenne, già vincitori due volte della Palma d’oro. Stavolta con Le silence de Lorna, storia come al solito sobria, dura e molto realista di una immigrata albanese, i registi belgi hanno ottenuto il premio per la migliore sceneggiatura. Una targa da apporre al loro prodotto di nicchia.
Hunger del britannico Steve McQueen, il documentario sullo sciopero della fame di Bobby Sands, ha vinto il premio Camera d'Or del Festival di Cannes per la migliore opera prima. Sands membro del gruppo terrorista nord irlandesi Ira morì dopo 66 giorni nelle carceri britanniche.
(da l'unita.it)
martedì 20 maggio 2008
IL CINEMA ITALIANO ALLA CONQUISTA DI CANNES
Sono 2 i film italiani in concorso per la Palma d'oro al 61° Festival di Cannes: "Gomorra" di Matteo Garrone, tratto dall'omonimo romanzo di Roberto Saviano, presentato a Cannes domenica 18 maggio e "Il divo di Paolo Sorrentino,
dedicato a Giulio Andreotti ed in concorso venerdi 23 maggio, mentre nella sezione "Quinzaine des Realisateurs", "Il resto della notte" di Francesco Munzi, che sarà presentato mercoledi 21 maggio.
Fuori concorso, nella sezione "Speciale", il film di Marco Tullio Giordana "Sangue pazzo", in programma ieri, con Monica Bellucci e Luca Zingaretti, che vestono i panni rispettivamente di Luisa Ferida e Osvaldo Valenti, la coppia più celebre del cinema all'epoca del fascismo, che venne fucilata dai partigiani nel 1945 dopo un processo sommario con l'accusa di collaborazionismo con la Repubblica di Salò.
Sarà, inoltre, presente al Festival l'attrice Giovanna Mezzogiorno per il film di Wim Wenders "The Palermo shooting", che racconta Palermo, città definita dal regista "complessa e conflittuale, bellissima ma al tempo stesso piena di ferite" e l'attore e regista Sergio Castellito, che sarà membro della "Grande Giuria", presieduta da Sean Penn, insieme a Natalie Portman, Alfonso Cuaron, Jeanne Balibar, Marjane Satrapi, Alexandra Maria Lara, Apichatpong Weerasethakul e Rachid Bouchareb.
(da italianotizie.it)