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sabato 5 marzo 2011

FILM DA VEDERE: IL GIOIELLINO

  • un film di Andrea Molaioli.
  • con Toni Servillo, Remo Girone, Sarah Felberbaum, Lino Guanciale, Fausto Maria Sciarappa
  • Genere: Drammatico
  • Durata: 110 min.
  • Paese: Italia, Francia 2011

Ernesto Botta, uomo sgradevole e introverso, è ragioniere presso l’azienda agro-alimentare della famiglia Rastelli, un ‘gioiellino’ quotato in Borsa e lanciato con disinvoltura su nuovi mercati internazionali. Abile nelle battaglie finanziarie e nelle alchimie di bilancio, Botta fa quadrare il cerchio e fa il lavoro sporco, ritagliandosi poche ore per un bicchiere di vino pregiato, un amplesso verticale sbrigativo e una conversazione in inglese su musicassetta. Costruita la propria fortuna su latte, merendine e biscotti, i Rastelli frequentano casa, chiesa e azienda con la medesima devozione, circondandosi di politici ed ecclesiastici sostenitori e fanatici del made in Italy. Nel tempo libero gestiscono squadre di calcio, sfrecciano con le Lamborghini sulle strade della provincia piemontese, restaurano monumenti, finanziano la cultura, sostengono gli enti morali, sperimentano attività turistiche e naturalmente accumulano debiti. La gestione spregiudicata e irresponsabile li condurrà in pochi anni sull’orlo del fallimento. Ma Ernesto Botta ha un asso nella manica e un piano di ‘lunga conservazione’: gonfiare i bilanci aziendali e inventarsi il denaro. Dopo aver girato un’opera di genere che parlava d’altro e provava a scrollarsi di dosso l’ovvio di troppo cinema italiano, Molaioli si trasferisce questa volta in Piemonte, dove torna a guardare la provincia come immagine di una società viziata e sofferente. Se La ragazza del lago avviava un’indagine introspettiva a partire da un corpo senza vita annegato e poi abbandonato sulla riva, Il gioiellino si concentra su una corporationaffogata dai debiti e poi costretta alla bancarotta. Ancora una volta al centro della vicenda c’è Toni Servillo, gelido, impenetrabile e in statuaria tensione nell’interpretazione di un ragioniere fraudolento e trattenuto da ogni coinvolgimento affettivo. Il prestigiatore di Servillo, al servizio del ‘candido’ imprenditore di Remo Girone, che si è fatto da sé a colpi di latte, pallone e viaggi esotici, è l’anima pulsante di un film che approfondisce il comportamento sociale e privato di un imperatore del latte, dei suoi cortigiani, dei suoi cassieri, dei suoi contabili, dei suoi figli e dei suoi nipoti, la cui determinazione si volge in spregiudicatezza, degenerando in avidità e assenza di scrupoli.
Molaioli dà allora forma antropomorfa all’insieme di teorie e prassi alla base di una politica finanziaria virtuale e drogata dentro la fotografia onirica e ‘fuori fuoco’ di Luca Bigazzi. L’unità del film è data proprio da questa riduzione del plurale nel singolare, che rivela sognatori megalomani sbrigliati in una cupidigia giocata a tutto campo con gusto del rischio e di una sfrontata sicurezza. Figure esaltate e gonfiate come i bilanci certificati sulle loro scrivanie, che anticipano la caduta e tracciano la parabola di un disfacimento morale. Persone prima che personaggi partoriti dalla benevolenza della provincia, che il regista osserva a distanza, senza simpatie o condanne, producendosi in un discorso sulla condizione dell’uomo che non concede tempo alla sua coscienza e intraprende un destino di distruzione. Giocatori d’azzardo che avevano tutto da nascondere e una faccia pulita da ‘dichiarare’...(scheda Mymovies)

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venerdì 5 novembre 2010

FESTIVAL DI ROMA: TONI SERVILLO MIGLIOR ATTORE. TUTTI I PREMI

Al Festival di Roma, Toni Servillo vince meritatamente il Marc’Aurelio come miglior attore per l'interpretazione ne "Una vita tranquilla" di Cupellini. Miglior film "Kill me please" bellissima commedia nera belga di Olias Barco, Gran premio della giuria e premio del pubblico alla danese Susanne Bier di"In un mondo migliore". Premio speciale della giuria a Poll di Chris Kraus. Il Marc’Aurelio per la miglior attrice va a sorpresa all’intero cast femminile di "Las buenas hierbas" della messicana Maria Novaro. Il Premio,voluto dal presidente Napolitano, per i valori umani e sociali va all’iraniano Hossein Keshavarz di "Dog Sweat".

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sabato 27 giugno 2009

A GIOVANNA MEZZOGIORNO IL NASTRO D'ARGENTO COME MIGLIORE ATTRICE

Tutto come previsto ai nastri d'argento, il premio consegnato al sindacato nazionale dei giornalisti cinematografici, la cui cerimonia si terra' al Teatro antico di Taormina: Paolo Sorrentino vince il premio come miglior regista dell'anno per il film "Il divo". Alla pellicola che quest'anno con "Gomorra" (gia' premiata col nastro d'argento dell'anno) si e' divisa tutti i premi piu' importanti del cinema italiano ha totalizzato 4 nastri, cosi' come "Vincere" di Marco Bellocchio. "Il Divo" ha portato a casa anche i premi per il miglior attore protagonista a Toni Servillo, per miglior sceneggiatura (Sorrentino). Il film di Bellocchio ha vinto il nastro d'argento per la miglior attrice protagonista (Giovanna Mezzogiorno), miglior fotografia (Daniele Cipri'), scenografia (Marco Dentici), montaggio (Francesca Calvelli). (fonte: repubblica.it)

mercoledì 23 aprile 2008

GIOVANNA MEZZOGIORNO AL FESTIVAL DI CANNES

Gli italiani saranno in gara alla 61esima edizione del Festival di Cannes, in programma dal 14 al 25 maggio, con due film: “Il divo” di Paolo Sorrentino, con Toni Servillo nei panni di Giulio Andreotti e “Gomorra” di Matteo Garrone, tratto dal libro di Roberto Saviano. Il nostro paese sarà inoltre presente fuori concorso nella “Sezione speciale” con “Sangue pazzo” di Marco Tullio Giordana – regista premiato nel 2003 con “La meglio Gioventù nella sezione “Un certain Regard” – con Monica Bellucci e Luca Zingaretti. Nel film i due interpretano la coppia Luisa Ferida e Osvaldo Valente, famosi attori uniti da una storia d’amore e fucilati con l’accusa di collaborazionismo con il fascismo, dopo un processo ancora oggi controverso. Nella sezione “Quinzaine des Realisateurs” troviamo invece il film di Francesco Munzi “Il resto della notte”. Ambientazioni siciliane per “Palermo Shooting”, diretto da Wim Wenders e interpretato da Giovanna Mezzogiorno. Una presenza italiana, quella di Sergio Castellitto, anche nella giuria presieduta quest’anno da Sean Penn.

Eco del Cinema