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venerdì 28 maggio 2010

"SONO VIVA", IL NUOVO FILM CON GIOVANNA MEZZOGIORNO

Esce nelle sale "Sono viva" il film dei fratelli Dino e Filippo Gentili con Giovanna Mezzogiorno. Si tratta di un film low cost nel senso che il budget è di soli 700.000 euro. Giovanna Mezzogiorno lo ha definito il "noir del precariato" sottolineando il fatto di come in Italia "non c'è spazio per chi non appartiene a qualche parrocchia". "Sono viva" è un thriller che ha come protagonista Rocco (il bravo Massimo De Santis), un giovane disoccupato depresso, che viene coinvolto in insolito lavoro (molto ben pagato) dal suo amico Gianni (Marcello Mazzarella), e cioè trascorrere una notte in una villa con una donna morta. Giovanna Mezzogiorno, che tra l'altro è cugina dei registi, interpreta una simpatica barman.

martedì 21 ottobre 2008

ECCO UN BELLISSIMO FILM ITALIANO CHE NON HA TROVATO DISTRIBUZIONE IN ITALIA

Al London Film Festival è in programma l'anteprima mondiale di "Sono viva", il film d'esordio alla regia dei fratelli Dino e Filippo Gentili. Massimo De Santis, Giovanna Mezzogiorno e Guido Caprino i protagonisti di questa pellicola italiana non ha trovato un distributore in patria. Un giovane con problemi economici, accetta uno strano lavoro per raggranellare abbastanza soldi e pagare i suoi creditori: vegliare per tutta la notte sul cadavere di Silvia, figlia di un ricco e ambiguo uomo d'affari.  Il pubblico britannico del festival l'ha accolto bene, aprendo la speranza di una distribuzione internazionale: "Volevamo fare un film che fosse allo stesso tempo intenso, pieno di dolore, ma anche aperto alla speranza - spiegano Dino e Filippo Gentili - Oggi la gente è spesso infelice, nevrotica, e conduce vite così frenetiche da non consentire nemmeno di capire la propria infelicità. Colui che esita perde, dicono. 'a e' vero anche il contrario: colui che esita si salva, perché l'esitazione gli darà il tempo di riflettere e trovare una soluzione al suo disagio. Questo succede a Rocco... la notte che passa nella villa rappresenta una rottura della sua routine, traumatica ma illuminante. Alla fine della storia noi crediamo che la sua vita non sarà mai più la stessa.

(da fondazioneitaliani.it)